A Hyères si apre il 26° “Festival International de Mode et de Photographie”

 

Ina Jang, "Onigiri", World, 2009

Le 7000 palme famose per essere il simbolo della cittadina sulla Costa azzurra, Hyères, graziosa per la sua ovattata atmosfera da belle époque, faranno da cornice dal 29 aprile al 3 maggio alla 26ma edizione del Festival International de Mode et de Photographie di Hyères.

Locandina Festival Hyères 2011

Nella villa Noailles, costruita tra il 1923 e il 1925 da Robert Mallet-Stevens per i collezionisti d’arte Arthur Anne Marie Charles Vicomte de Noailles e sua moglie Marie-Laure Bischoffsheim, si confronteranno moda e fotografia con l’obiettivo, portato avanti fin dagli esordi del festival dal suo creatore, Jean-Pierre Blanc, di promuovere giovani talenti scelti da una giuria selezionata di grandi nomi della fotografia e del fashion system. I 10 stilisti che si affronteranno avranno a disposizione il supporto dei partner del Festival per presentare un defilé della loro prima collezione e saranno giudicati da una giuria preseduta quest’anno da Raf Simons e corredata dal giornalista di moda Tim Blanks e, tra i giurati, anche Carla Sozzani, fondatrice della galleria Carla Sozzani a Milano.

Juliette Alleaume et Marie Vial. Photo : Yann Gross

Quali sono i giovani in concorso? Se nel 2010 Alexandra Verschueren ha ricevuto il Premio della giuria e Tsolmandakh Munkhuu  il Premio del pubblico (vedi video), provenienti rispettivamente da Belgio e Mongolia, Juliette Alleaume e Marie Vial propongono un’analisi della silhouette femminile in maniera futuristica, come le forme scultoree estremamente raffinate dei tessuti naturali proposte da Maryam Kordbacheh. Abiti in materiali sintetici come il lattice sono il cardine su cui ruota la collezione di Oriane Leclercq mentre la svizzera Emilie Meldem porta in passerella le contraddizioni e i dualismi della tradizione Paese.

Céline Méteil. Photo : Yann Gross

 

Affascinanti gli abiti origami di chiffon di  Céline Méteil contrapposti alla seta unita alla pelle che avvolge i corpi di Oda Pausma. Innovativa ed interessante appare Léa Peckre che si concentra sull’immagine dei cimiteri ma non per gusto del macabro ma perchè affascinata da quel mondo di cui ha cercato di tradurre le componenti formali come le sagome che ricordano la rigidità dei mausolei, i colori e i materiali che evocano le strutture delle lapidi. Per le collezioni maschile vedremo Mads Dinesen, dalla Danimarca, che come Emilie Meldem esplora la storia coloniale del suo Paese mentre all’ American High School si ispira Janosch Mallwitz.

Émilie Meldem. Photo : Yann Gros

Diversamente Michael Kampe che sincretizza nella sua collezione il mutamento della società causato dall’iterazione dei nuovi media come internet. L’esposizione di fotografia avrà invece come presidente Magdalene Keaney, curatrice della Fashion Space Gallery di Londra e tra i membri della giuria vediamo Tom Watt, direttore artistico di ArtReview e Colette Olof, Curatrice del FOAM di Amsterdam. Tra i fotografi in concorso spiccano l’analisi della percezione degli oggetti e del colore di Andrey Bogush contrapposto al minimalismo di Ina Jang, Marie Quéau che gioca sul carattere indicale della fotografia e Kim Boske che abbandona la prospettiva per confrontare diversi punti di vista in una stessa immagine.

Émile Hyperion Dubuisson, Fashion Study - Model Bryson, 2010

L’iterazione fra immagine e materiale fotografico è evidente in Émile Hyperion Dubuisson che stampa le sue fotografie in b/n su carta dei giornali e nei 23 autoritratti della fotografa Anouk Kruithof stampati sul giornale The Daily Exhaustion.  La storia della fotografia e delle avanguardie in particolare è ricordata  nell’opera di Katarina Elvén che rielabora concettualmente il modernismo, il surrealismo ripreso dalle immagini di Mårten Lange e persino la fotografia soggettiva californiana riecheggiata da Awoiska van der Molen.

Marc Philip van Kempen, "Composite Space VI", City, 2010-2011

Isola a parte è Marc Philip van Kempen che lavora invece nell’iterazione immagine/ambiente/nuovi media. Si aggiungono a tutto ciò una serie di attività collaterali, appuntamenti, conferenze (vedi video conferenza edizione 2010), incontri con un panorama creativo di livello internazionale. Si prospetta un concorso di qualità, il che non è mai da sottointendere.

 




C'è 1 Commento

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  1. chiara micol schiona

    Il Festival International de Mode et de Photographie di Hyères ha i suoi vincitori:
    – Nella categoria dedicata all’abbigliamento ha vinto LEA PECKRE
    – Nel settore dedicato alla fotografia la giuria ha scelto come vincitrice della borsa di studio di un anno presso SVA a New York l’olandese ANOUK KRUITHOH
    – Menzione speciale della giuria KATARINA ELVEN


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