Applausi da tv, cinema e teatro. Franca Valeri compie 90 anni

Franca Valeri

Per me la tristezza non esiste. È solo una pausa per riprender fiato tra una battuta e l’altra. Serve a riordinare le idee, come un sorso di whisky per l’ alcolista o la rosa dal gambo lungo per una signora ancien régime (Franca Valeri)“. Oggi 31 luglio, Franca Maria Norsa, nata a Milano, nome d’arte Valeri in omaggio al poeta francese Paul Valéry, compie 90 anni. La signorina milanese snob, o meglio agli esordi, la signorina Cesira, nata dalla trasmissione radiofonica “Il rosso e il nero”, domani sarà in scena a Roma, insieme a Patrizia Zappa Mulas dove interpreterà Soldi, soldi, soldi, leggerà brani di Carlo Emilio Gadda ed infine a gennaio, al Valle di Roma, debutterà Non tutto è risolto. Sarà autrice e interprete in questa nuova commedia che ha come sottofondo una storia che parla proprio di lei.

Franca Valeri interpreta il famoso personaggio della signora Cecioni

Per la Valeri il sipario si aprì nel 1951 nella Compagnia dei Gobbi, dove lavorava anche Vittorio Caprioli, suo futuro marito, ha messo in scena con eleganza e sincero “buon gusto” le nevrosi e le contraddizioni medio borghesi italiane. E pensare che non fu ammessa all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma e il suo primo spettacolo teatrale, la tragedia Caterina di Dio, fu un flop: “cosa significa la parola triste non l’ha scoperto nemmeno Valery, il mio poeta preferito quando, tanti anni fa, mi impadronii del suo cognome per nascondere Norsa, il mio cognome che, agli inizi, mi regalò il flop più tragico della mia carriera, Caterina di Dio, una tragedia scritta dal ventenne Giovanni Testori che, bontà sua, ahimé col mio pieno consenso mi scambiò per un’attrice drammatica” (Franca Valeri)”. Attrice poliedrica dalla profonda capacità di comunicazione paragonabile a quella di Vittorio De Sica, suo collega e stimato amico, è stata diretta da registi quali Lattuada e Fellini. Esordì con quest’ultimo in Luci di varietà (1951).

A questo ne sono seguiti molti altri, tra i quali Il segno di Venere (1955), Il bigamo (1955), Il vedovo (1959), Parigi o cara (1962) e Io, io, io… e gli altri (1965). Nel 1954 fece propria anche la televisione. Chi di noi non ricorda la prorompente romana signora Cecioni legata perennemente al telefono con “mammà”? Da qui sono memorabili le sue presentazioni televisive in Studio Uno (1966) e ai varietà Le divine (1959), Sabato sera (1967), Le donne balorde (1970), Sì, vendetta (1974), Vino, whisky e chewing-gum (1974), A modo mio (1976), Studio 80 (1980), Giochiamo al varietè (1980), Cipria (1982).

Franca Valeri in un'immagine del 1991

Autrice teatrale e regista anche di melodrammi è una delle maggiori interpreti dell’ironia e di quella pagina di “snobismo” puramente italiano talmente sincero che, proprio per questo, dipinge squarci di vita, come hanno fatto Gino Bramieri, Alberto Sordi, Nino Manfredi. Un giorno ebbe a dire : “Sono forse la più grande attrice italiana e anche una delle meno pagate”. Il tutto necessita quindi di un applauso, che parta dalla platea fino a toccare gli ultimi posti in galleria.




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